Luca Simmons, quando smetti di farti domande, hai già perso

Luca Simmons è un cantante rock di La Spezia, attivo sulla scena musicale dagli anni ’90. Formatosi come tenore con la vocal coach Annamaria Barini, ha vinto il suo primo concorso canoro nel 1996 eseguendo “Il mare calmo della sera” di Bocelli, prima di abbracciare completamente il rock, ispirandosi a Led Zeppelin, Deep Purple, The Who e icone del prog italiano come PFM e Banco del Mutuo Soccorso.

Nel corso della sua carriera, ha collaborato con Rock FM, VideoMusic, Pino Scotto e artisti rock internazionali. Dopo anni di esibizioni con diverse band, ha pubblicato il suo album di debutto “Noi siamo vivi” nel 2022, creato con il cantautore Giordano Forlai e il produttore Max Marcolini: un’opera pop-rock moderna con forti tematiche sociali.
Nel 2025 torna con “Effetti Avversi”, un progetto hard rock ad alta energia introdotto dal singolo “Sport Estremo”.

Ciao, come definiresti il tuo genere musicale?
Direi che il mio suono sta tra hard rock e heavy metal, ma le etichette mi interessano fino a un certo punto.
Quando io e il mio autore abbiamo iniziato il progetto non volevamo rientrare in un genere preciso, volevamo solo fare rumore nel modo più onesto possibile. I testi parlano di un sistema marcio, di quello che non funziona e di quello che ti porti dentro quando vivi in mezzo a tutto questo.
Per questo serviva un sound potente, sporco, diretto, senza filtri. Che sia heavy, hard rock o altro poco importa: doveva essere cattivo, reale e senza compromessi.

Com’è nata l’idea del video?
Nel video di Sport Estremo c’è il Dott. Hope, uno scienziato folle dalle fattezze di teschio, che prima crea un virus mortale e poi uno pseudo siero destinato a salvare l’umanità. In realtà, invece di salvare, uccide e sottomette.

La popolazione, plagiata dalla propaganda, accetta l’inoculazione senza farsi domande, ed è persino obbligata a firmare un consenso informato, pur sapendo che il siero potrebbe avere effetti avversi molto pericolosi, fino alla morte.
Da qui nasce il concetto di Sport Estremo: giocare sulla pelle della gente, dove la fiducia cieca diventa una trappola.

Quando smetti di farti domande, hai già perso.

Quali sono le tue fonti di ispirazione per scrivere canzoni?
L’ispirazione dei testi di Effetti Avversi nasce da tutto quello che abbiamo visto accadere nel mondo negli ultimi anni, soprattutto durante il periodo della pandemia.
Scrivere questi brani è stato un modo per esternare il nostro dissenso e trasformare frustrazione, rabbia e senso di alienazione in qualcosa di reale.

Non volevamo fare cronaca né dare risposte, ma fissare su musica quel clima di pressione, paura e divisione che abbiamo vissuto sulla nostra pelle.
Il disco è uno sfogo, una reazione istintiva a un periodo che ci ha segnati profondamente.

La tematica principale di “Effetti Avversi”?
La tematica principale di Effetti Avversi è una visione distopica della realtà che abbiamo vissuto negli ultimi anni.
Ogni brano è un capitolo di questo scenario, costruito insieme a Giordano Forlai, autore di testi e musiche, con gli arrangiamenti curati da Max Marcolini.

Il filo conduttore è il rapporto tra individuo e sistema: la fiducia cieca, la propaganda, la censura, la pressione sociale e la scelta tra piegarsi o restare liberi.
Sport Estremo rappresenta l’accettazione superficiale di qualcosa di cui non si conoscono davvero le conseguenze; Effetti Avversi parla del silenzio mediatico e di ciò che viene nascosto; Ridi Pagliaccio e Dissonanza raccontano il conformismo e la derisione verso chi prova a dissentire.

Ci sono poi brani più simbolici come Titanic, che rappresenta l’affondamento di chi si affida completamente alla propaganda, e Vivo Libero, che è la reazione, la scelta di non piegarsi.
Con Deva vs Asura, insieme a Roberto Tiranti, il discorso si allarga a un piano più universale: il conflitto eterno tra ordine e caos, tra controllo e libertà.

In sintesi, il disco è un viaggio dentro una realtà manipolata, ma anche un manifesto di resistenza individuale.

Hai in cantiere delle date live?
L’idea è assolutamente quella di portare il progetto live.
Abbiamo già iniziato a provare i brani con alcuni musicisti, ma voglio trovare una line-up stabile che possa dedicarsi al 100% a questo progetto, perché dal vivo deve avere lo stesso impatto che ha su disco.

Non è semplice, anche perché parallelamente sono impegnato come vocalist in altre band, quindi sto cercando la situazione giusta e le persone giuste.
L’obiettivo è costruire uno show solido e coerente, non qualcosa di improvvisato.
Quando sarà il momento, lo faremo nel modo giusto.

L’ultima parola a te!
Vorrei ringraziare prima di tutto Leandro della Ghost Record per il supporto e per il lavoro che sta facendo nel divulgare questo progetto.
Un grazie enorme a Giordano Forlai, autore dei testi e delle musiche, e a Max Marcolini per gli arrangiamenti: senza di loro Effetti Avversi non sarebbe mai esistito.

Grazie anche a Metalinmusica per lo spazio e per aver dato voce a questo lavoro.

In un mondo dove la paura è diventata legge, la nostra musica è l’unico atto di ribellione possibile.
“Effetti Avversi” è la nostra scarica di verità: dura, scomoda e libera.
Restate liberi, restate lucidi.

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